Islanda Ottobre 2023 – Diario di un viaggio alla scoperta di una terra fantastica

Che dire! Se volessimo sintetizzare in poche parole quello che abbiamo visto in una settimana di fronte ai nostri occhi, potremmo semplicemente dire “Un susseguirsi di montagne, spiagge, ghiacciai, iceberg, cascate, panorami mozzafiato”, il tutto avvolto da un silenzio quasi surreale spezzato solo dalle fortissime folate di vento che non ci hanno mai abbandonato durante il viaggio.

In questi 6 giorni di viaggio abbiamo visto sole, pioggia, neve, cieli azzurri o coperti ma niente di così fastidioso da ostacolarci nel nostro viaggio, eccezion fatta per il vento che ci ha impedito di vedere le balene e navigare tra gli iceberg.

Siamo partiti da Bologna, lasciando 30 gradi, per approdare a Keflavik, l’aeroporto di Reykjavik con una leggera pioggerellina, per nulla fastidiosa, ed una temperatura di circa 10 gradi.

Dopo il rendez-vous con la nostra guida, il mitico e italianissimo Lorenzo, italiano di nascita ma residente in Islanda da moltissimi anni, ci siamo diretti verso la nostra prima tappa, la splendida penisola di Snaefellsnes.

Qui, già dalla prima sera, nel B&B dove eravamo alloggiati per tutte e due le prime notti, l’aurora boreale è apparsa facendo capolino nei cieli stellati e lasciandoci tutti a bocca aperta per la miriade di sfaccettature. Il cielo, rischiarato dal verde, rosso e bianco che improvvisamente lo illuminavano ha suscitato in noi un profondo senso di stupore e meraviglia.

Dopo qualche ora di sonno abbiamo ripreso la nostra esplorazione e, dopo una breve occhiata al ghiacciaio Snaefellsjokull che ricopre il vulcano Snaefells, diventato famoso grazie a Jules Verne che ne prese ispirazione per ambientare al suo interno la discesa verso il centro della terra nel suo romanzo più famoso, ci siamo diretti, incrociando paesaggi da sogno, scogliere, faraglioni, spiagge nere o dorate e  montagne innevate verso la cascata e la montagna di Kirkjufell, conosciuta, per via della singolare forma a cappello,  col nome de “Il Cappello della strega” anche se, a dire la verità, in me ha evocato immediatamente l’immagine del cappello parlante della saga di Harry Potter.

Rientrati al B&B, abbiamo di nuovo affrontato il vento notturno per ammirare nuovamente l’aurora.

 

La mattina successiva, all’alba del terzo giorno, abbiamo lascito il B&B, dopo un abbondante colazione e ci siamo diretti dapprima ad una spiaggia da dove abbiamo potuto avvistare alcune foche che riposavano tranquillamente, quasi in attesa di turisti che le avrebbero poi immortalate nelle loro foto, poi verso sud-est e qui abbiamo ammirato la sorgente geotermica Deildartunguhver con le sue ondate di vapore caldo e odorante di zolfo. Lasciate le sorgenti abbiamo intrapreso la strada, dapprima verso Laugarvatn, dove molti di noi hanno sostato per un tuffo i nei bagni termali, poi verso il “Circolo d’oro” e, mentre ci dirigevamo verso Pingvellir, dove si riuniva il Parlamento vichingo, abbiamo potuto ammirare la prima delle innumerevoli cascate che avremmo poi visto nei giorni successivi. Qui abbiamo incontrato e visto il confine che si crea tra la placca tettonica europea e quella nordamericana e qui abbiamo visto dove venivano immolate e lapidate le donne tacciate di stregoneria.

Rientrati in hotel, impossibilitati, causa nevischio, a vedere l’aurora, dopo un’ottima cena in un ristorante locale, il Mika Restaurant, zona Reykholt, sfidando la neve abbiamo fatto due passi per il paese, forse paese non è la parola più adatta in quanto si tratta di poche  case,  ma comunque abbiamo potuto vedere esternamente le serre che sono presenti e, in una serata così ovattata dalla neve, hanno illuminato con le loro luci accese, tutto la nostra passeggiata.

Al mattino del quarto giorno, abbandonato il nostro hotel, peraltro stupendo, abbiamo ripreso il nostro cammino e ci siamo addentrati dapprima, sempre all’interno del Circolo d’oro, a visitare la sorgente Geysir, con i suoi immensi vapori, resi ancor più suggestivi dalla forza del  vento che spirava, poi verso la cascata di Gulfoss. Giunti a Gulfoss ci siamo trovati di fronte ad una delle più spettacolari e maestose cascate mai viste, paragonabili forse a quelle di Iguazu ma che nulla hanno da invidiare a quelle di Niagara.

Lasciata Gulfoss, in questa giornata dedicata alla visita ad alcune delle più belle cascate islandesi ci siamo diretti, lasciando il circolo d’oro, verso sud e qui abbiamo ammirato e camminato all’ interno della cascata di Seijalandsfoss, per poi ripartire alla volta della cascata di Skogafoss.  Nell’arco della stessa giornata abbiamo visitato 3 cascate, diverse da loro, ma con un unico comun denominatore, la maestosità che sprigionano per la tanta acqua che nasce dalla terra di questa fantastica e stupefacente isola.

Dopo aver raggiunto la location dove avremmo alloggiato per un paio di notti e aver ammirato in entrambe le nottate l’aurora, al mattino del quinto giorno ci siamo diretti verso la laguna glaciale di Jokursarlon dove, in tutta la loro maestosità, sono apparsi di fronte a noi una quantità innumerevole di iceberg bellissimi e dalle più svariate forme e, dando sfogo all’immaginazione, improvvisamente sono apparse composizioni ghiacciate tali da farci immaginare  foche e  leoni. Purtroppo, però, il vento, come sempre sferzante ed implacabile, ci ha impedito di poter effettuare la navigazione tra gli iceberg e, con nostro rammarico, ci siamo diretti verso il ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajokull. In questa landa ghiacciata sono stati girati alcuni episodi del Trono di Spade, alcune scene di Batman Begins e di 007 La morte può attendere. Arrivati a destinazione, avvalendoci del supporto di una guida locale esperta, dopo aver percorso un tratto di strada, attrezzati con rampini ai piedi (senza sarebbe stato impossibile affrontare sia le lastre ghiacciate per arrivarci che l’interno della grotta glaciale), ci siamo avventurati alla scoperta di un’altra meraviglia a cui la natura e la terra islandese ci hanno abituato in questi giorni. Di fronte a noi non sono apparse le classiche strutture con stalattiti e stalagmiti ma pareti ghiacciate e/o ricoperte di polvere vulcanica.

All’alba del nostro ultimo giorno, lasciandoci l’Islanda più selvaggia alle spalle, abbiamo intrapreso la strada che ci avrebbe portato verso la capitale e, dirigendoci verso Reykjavik, ci siamo imbattuti in una bellissima spiaggia nera Reynisfjara da cui svettavano due magnifici faraglioni, in un imponente faro e in montagne innevate che ci hanno spianato, a destra e a manca per raggiungere la nostra tappa finale.

Arrivati a Reykjavik, con poco tempo a disposizione,  dopo giorni di full immersion nella natura più profonda e selvaggia, abbiamo iniziato ad esplorare la città, dapprima grattacieli e strutture all’avanguardia e, dopo una breve sosta per rifocillarci e mangiare qualcosa al porto, continuando nella nostra perlustrazione, abbiamo visitato dapprima la parte antica e  poi  la chiesa di Hallgrimur, struttura appartenente al culto luterano che svetta imponente dall’alto dei suoi 74,5 metri,  simbolo stesso della città, ed infine  la residenza del  Presidente.

Arrivati in hotel, dopo aver salutato e ringraziato la nostra guida Lorenzo, lasciati i bagagli in stanza, siamo usciti immediatamente per godere appieno delle nostre ultime ore in città. Girovagando tra le strade, abbiamo avvistato murales stupendi, guardato vetrine e, dopo una breve sosta all’Hard Rock Cafè, ci siamo indirizzati verso il porto per cenare in un locale caratteristico. A fine cena, sotto una leggerissima pioggerellina, abbiamo camminato dirigendoci a malincuore verso l’hotel, godendo degli ultimi momenti a nostra disposizione per ripercorrere le tappe di una splendida vacanza che ci ha inondato il cuore con sensazioni tutte diverse ma bellissime.

“Islanda”, terra fantastica dove natura, storia e, perché no, anche un po’ di modernità, convivono assieme e creano un connubio perfetto per soddisfare tutti. L’unica parola che potrebbe definirla è semplicemente “Straordinaria”.

La mattina successiva, con la malinconia nel cuore, ci siamo indirizzati verso l’aeroporto di Keflavik per rientrare in Italia, e, col ricordo di un viaggio stupendo, consci che questa splendida terra merita sicuramente un ulteriore visita, abbiamo decollato e salutato questa stupenda isola che ha fatto breccia nei nostri cuori.

Per chiudere in bellezza il resoconto del nostro fantastico viaggio non potevano certo mancare le fotografie dell’evento che caratterizza i cieli islandesi in questo periodo e che abbiamo avuto la fortuna di vedere quasi tutte le sere: l’Aurora Boreale, fenomeno ottico che appare improvvisamente nel cielo ove bande luminose assumono forme e colori tali da lasciare a bocca aperta qualsiasi spettatore e, ovviamente, noi non potevamo rimanere che affascinanti da così tanta bellezza.