Nuova variabile censita da astrofili

Lo scorso anno tre astrofili italiani (Fabio Salvaggio, Alessandro Marchini e Riccardo Papini) utilizzando il telescopio dell’Università di Siena si sono accorti che questa debole stella aveva una luminosità che variava nel tempo. Comunicata questa prima osservazione ad altri astrofili aderenti all’UAI (Unione Astrofili Italiani) altri tre osservatori si sono uniti nella ricerca, tra essi il nostro 40 cm a Medelana.

Durante l’estate scorsa, a Medelana sono state realizzate cinque curve di luce in altrettante nottate osservative che hanno visto la partecipazione di numerosi soci AAB vecchi e nuovi, tra essi – a rischio di dimenticare qualcuno ricordo – Lorenzo, Gaetano, Damiano, Giovanna, Massimiliano, Michela, Ebe, Moira e Alberto.

Immagine di campo ripresa dal telescopio Hubble.

Dopo le prime serate osservative sembrava di trovarci di fronte ad un’altra stella di tipo EB, cioè una variabile estrinseca, variabile perché una compagna l’eclissa ruotandole intorno. Il profilo delle curve di luce, però, non era simmetrico e la salita più ripida rispetto alla discesa hanno fatto pensare ad altro. Utilizzando anche i dati della survey ASASS-SN (All-Sky Automated Survey for Supernovae), il risultato combinato di tutte le curve di luce osservate e calcolate nelle varie serate osservative ha portato alla scoperta di una stella pulsante di tipo RRc. Le variabili RR Lyrae sono una classe di Cefeidi. In questo caso la loro magnitudine assoluta è costante, cioè non dipende dal periodo. Le RRc sono una sottoclasse di queste. Durante le pulsazioni cambiamo anche di colore passando da classe spettrale A2 ad A8. Pare che la loro pulsazione sia un’armonica (cioè un multiplo) della pulsazione vera e propria del suo “core” (L. Rosino: “Le stelle variabili”).

Nella tabella che segue alcuni dati riepilogativi della stella.

Nome UniSi_V110
Costellazione Capricorno
AR (J2000) 20 30 42.24
Dec (J2000) -12 00 59.6
Altri nomi UCAC4 390-131259
Tipo di variabile RRc
Range di mag. 15.20 – 15.57 V
Periodo 0.297189 d  (7.1325 h)
Rise time 46%

Le stelle di questo tipo fanno parte delle cosiddette Cefeidi, stelle di fondamentale importanza nella storia dell’astronomia. Esse furono scoperte da Henrietta Swan Leavitt, computer statunitense. Si, avete capito bene, la qualifica di questa ragazza presso l’Harvard College Observatory nel 1893, era quello di “computer” cioè di persona dedicata a fare calcoli fotometrici a mano, analizzando le lastre fotografiche prese dagli astronomi professionisti. Ciò non le impedì di accorgersi che vi erano una grande quantità di stelle che variavano con grande regolarità e che questa regolarità era proporzionale alla luminosità intrinseca. Soltanto ventiquattro anni dopo la scoperta, Henrietta Swan Leavitt venne finalmente nominata astronoma e le venne riconosciuto un importante ruolo nella ricerca fotometrica. Purtroppo morì l’anno seguente e solo dopo la morte fu proposta per il premio Nobel, cosa peraltro impossibile visto che il premio può andare solo a persone viventi.

Questa fondamentale scoperta fornì agli astronomi una formidabile unità di misura: le famose “cefeidi” così chiamate dal nome del loro prototipo (la Delta del Cefeo). La grande utilità delle Cefeidi sta nel fatto che se osservando il periodo possiamo conoscere la luminosità e da questa dedurne la distanza, di fondamentale importanza nel difficile compito di collocare nel cosmo le stelle, gli ammassi e le galassie.

A sinistra, foto del cosiddetto 'Harem di Pickering, l'astronomo che per primo ad Harvard mise assieme il gruppo di donne divenute note come 'computers', a destra immagine di Henrietta Swan Leavitt
Curva di luce composta dalle singole osservazioni

Qui sopra la curva di luce complessiva calcolata da Fabio Salvaggio. La sua magnitudine varia da un minimo di 15,2 ad un massimo di 15,57, decisamente un oggetto assai impegnativo per una strumentazione amatoriale!

Questo il link alla registrazione presso il database delle stelle variabili dell’AAVSO (American Association of Variable Star Observers )

Sarà interessante, e lo faremo in un prossimo articolo, calcolare la distanza della stella a partire da questi dati.

Lorenzo Barbieri